The Garden City

Naturalistic Planting Design, Ecological Biodiversity, Dynamic Plants, sono queste le parole chiave per comprendere la bellezza dei giardini di Piet Oudolf. La conferenza e le lezioni del paesaggista olandese tenutesi lo scorso fine settimana presso lo IUAV di Venezia in seno al Master in Architettura del Paesaggio e del Giardino rappresentano un forte punto di riferimento ed una grande fonte d’ispirazione per la progettazione paesaggistica.

take-a-walk-on-the-high-line-with-iwan-baan_1407_high_line_at_the_rail_yards___photo_by_iwan_baanAnalizzando il suo ultimo progetto, ovvero il planting design dell’High Line di New York, divenuto il nuovo parco simbolo della città – già qualcuno parla di un’Architettura del Paesaggio prima e dopo l’High Line, una conversione a spazio pubblico aperto senza precedenti in USA, nuovo modello di recupero urbano di infrastrutture – si nota quella che Oudolf  chiama “Matrix” style, ovvero una sapiente combinazione di alcune specie dominanti, solitamente erbacee, che agiscono come una matrice che supporta “dots and drifts”, ovvero punti e derive di altre piante, generalmente fiori di campo e specie arbustive (foto di Iwan Baan, 2014).

take-a-walk-on-the-high-line 2Nel corso degli anni alcune specie scompaiono per ricomparire in altre zone, lasciando alle piante i loro flussi naturali, ma l’opera di manutenzione dei giardinieri deve essere sempre rivolta a mantenere la matrice originale, ovvero le giuste proporzioni delle specie dominanti, esaltando la biodiversità. Le specie vigorose devono essere tenute sotto controllo evitando che specie più delicate vengano sopraffatte. Al tempo stesso viene mantenuta una stagionalità del paesaggio creato, esaltandone la variabilità cromatica.  Per questo non si tagliano le parte secche, le erbe e piante perenni dormienti in autunno come tradizionalmente fanno i giardinieri, ma si lasciano gli “scheletri” delle piante intatte per tutto l’inverno, fornendo cibo e habitat per la fauna selvatica, e creando un ricco paesaggio invernale pieno di varia consistenza, forma e colori tenui (foto di Iwan Baan, 2014). High-Line_map-districts

High-Line-18th-StreetIl paesaggista olandese innalza la bordura erbacea a componente primaria del giardino. Assegnandole una funzione strutturante, finisce per far compiere al «giardino dei fiori» un salto di qualità.

L’accostamento di elementi non risponde più soltanto a criteri compositivi «da pittore» ma muove da una sensibilità nuova e da competenze scientifiche sul carattere ecologico delle associazioni vegetali spontanee di cui pure si enfatizza la forte valenza estetica. È merito suo e del suo vivaio di Hummelo se le piante spontanee sono diventate di gran moda nei giardini.

winter-Gigi-Altarejos-resizedNel suo lavoro vi è una grande comprensione del comportamento delle specie vegetali nel tempo ed un impeccabile equilibrio di controllo/non controllo (foto di Gigi Altarejos).

Fonti

www.thehighline.org
http://oudolf.com/