La Grande Bellezza dell’EXPO Milano 2015

“Divinus halitus terrae”, l’iscrizione in latino sulla facciata del Padiglione Zero, tratta dall’opera di Plinio della Naturalis Historia, a rappresentare il concetto di sacralità e di profondo rispetto verso la terra.
Non di solo paneDivinus halitus terrae“Non di solo pane… Dacci oggi il nostro pane”, il forte richiamo evangelico della Santa Sede all’EXPO, a ricordare che l’uomo ha bisogno d’altre soddisfazioni che non siano quelle puramente materiali.

“The Zero Hunger Challenge • United for a sustainable world”, la grande sfida lanciata dalle Nazioni Unite, uniti possiamo costruire un mondo in cui tutte le persone abbiano accesso, sempre, a del cibo sicuro e nutriente e possano condurre delle vite sane e produttive, senza compromettere i bisogni delle generazioni future.

Palazzo ItaliaAlbero della Vita“Il Palazzo Italia”, che mette in mostra le eccellenze italiane: la cultura e le tradizioni nazionali legate al cibo e all’alimentazione, caratterizzate dall’alta qualità delle materie prime e dei prodotti finali.
“L’Albero della Vita”, un’opera contemporanea che affonda le sue radici nel Rinascimento, le sue forme sono riprese dal disegno di Michelangelo presente sul pavimento della Piazza del Campidoglio a Roma.

“La Carta di Milano”, grande atto d’impegno per cittadini, associazioni, imprese e istituzioni. Strumento di cittadinanza globale per affermare il diritto al cibo come diritto umano fondamentale.

congressoLa mia prima esperienza congressuale mondiale all’EXPO Milano 2015 è stata unica e irripetibile.
Dal principio alla conclusione con l’approvazione della Carta Mondiale dell’Agronomo.
Un bagno di umanità con i volontari della Fattoria Globale 2.0 e tutta la comunità internazionale dei colleghi agronomi e forestali. Un grosso abbraccio. Un tuffo nel passato, presente e futuro delle tecnologie applicate all’agricoltura. Il sito della fiera è un tripudio di sapori, colori e festosità, uno spettacolo continuo dove il cibo viene celebrato in tutte le sue forme e declinato in tutte le culture del mondo. Le magnifiche architetture dei padiglioni, la bellezza del verde ricreato in tutta la sua biodiversità.

Tavolo di lavoroFelice di aver partecipato al tavolo di lavoro Biodiversità e Ambiente Urbano della sessione gialla Biodiversità e Miglioramento Genetico, il cui spot finale coniato da Benedetto Selleri, dottore forestale, è stato “Più Natura nelle Città”, ponendo l’accento alla crescente domanda di verde urbano, focalizzando l’attenzione sulla tematica delle infrastrutture verdi.

Per giungere alla Carta Universale dell’Agronomo, un documento che va ad integrare la Carta di Milano, eredità immateriale di EXPO, e che contiene i dieci principi etici per lo sviluppo professionale.
“Riteniamo che l’esercizio della professione di Agronomo nei contesti connessi all’agricoltura, all’alimentazione, alla ruralità, al paesaggio, ed alle risorse naturali abbracci una dimensione bioecologica planetaria necessariamente scevra di frontiere per il trasferimento di pensiero, professionalità e tecnologia.
Siamo convinti che la nostra professionalità, offrendo soluzioni tecniche avanzate elevi la nostra responsabilità etica e ci costringa ad operare sempre nell’interesse generale, in un’ottica di progresso sociale.”

volontari fattoria globale 2.0 ed ex presidente waaTutela della sicurezza alimentare e del consumatore, della biodiversità e rispetto delle comunità locali di tutto il mondo nel segno del binomio cibo e identità sono i pilastri su cui si basa la Carta degli agronomi, che a EXPO sono presenti con un proprio padiglione, la Fattoria Globale 2.0, dove raccontano le specificità dei paesaggi e delle produzioni agricole in tutti i continenti. L’agronomo come professionista dell’agricoltura e della terra “assicura l’ottimizzazione dei processi produttivi lungo tutta la filiera alimentare – come si legge nel documento – e difende i principi di una alimentazione sana e nutriente”. Questo nell’ottica di soddisfare le necessità alimentari globali riducendo gli scarti e garantendo la salubrità delle produzioni, insieme alla salute e al benessere del consumatore. L’agronomo nell’esercizio della sua professione deve custodire e tramandare la biodiversità, ma anche salvaguardare il valore “territorio-cultura”, e in un’ottica di sostenibilità non depauperare le risorse del pianeta per il rispetto delle generazioni future.

discorso presidente waaResta il punto di domanda sul come usare il sito dopo la fiera. Personalmente condivido l’idea del neo eletto presidente degli agronomi mondiali (WAA) Andrea Sisti di un grande campus internazionale di studi universitari, centro di ricerca e sviluppo, nonché spazio espositivo e ricreativo.

A conclusione cito alcune parole tratte dal Padiglione Zero, “La ricerca dell’equilibrio”:
“Nessun luogo è senza un genio”, affermava Servio nel suo commento all’Eneide, spiegando che ciascun ambiente è espressione dell’interazione tra la sua identità e quella di chi, nel tempo, lo ha abitato, arricchendolo di usi, culture, tradizioni.
È il concetto del genius loci: la conoscenza profonda di ogni territorio è ciò da cui dipende la sua stessa esistenza.
Ci sono luoghi in cui l’uomo, grazie a questi saperi, è riuscito a stabilire un equilibrio perfetto tra mondo naturale e produzione, ecologia ed economia, disegnando meravigliosi paesaggi di armonia.
Antiche abilità artigianali e contadine, adeguando le coltivazioni alla conformazione del terreno, hanno creato vere e proprie architetture, divenute peculiarità paesaggistica. Modelli agricoli efficienti, che tutelano la biodiversità con un impatto minimo sull’ambiente, possono diventare ragione di sviluppo delle comunità locali.
Sono, questi, esempi perfetti di equilibrio tra tradizione e innovazione, rispetto dell’ambiente e sviluppo industriale, uomo e natura.